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3 06 2012

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Se l’industria greca si fa moderna

28 05 2012

Giù il Pil del 6,3% nel primo trimestre, ed un calo tendenziale sul 2012 del 4,5%. Disoccupazione a 21,7%, e stabilmente sopra il 50% tra i giovani. Sono i numeri di una Grecia stremata, a cui non è rimasto che sperare in una mano tesa da parte dell’Europa.

Ma per quanto appaia esangue, il Paese nasconde tra le pieghe del suo tessuto industriale alcuni segnali di vitalità.

Se si osservano i dati Eurostat – il centro statistico dell’Unione Europea – sul valore aggiunto del settore primario emerge chiaramente che dal 2008 Atene ha mostrato un incremento di questo parametro superiore alla media dell’Eurozona. In altre parole, è aumentata la differenza tra i ricavi generati dai beni prodotti dalle aziende ed i costi sostenuti per realizzarli. Un premio che il mercato riconosce alla qualità dell’industria del Paese. Sia chiaro: la Grecia rimane ancora ben lontana dai livelli delle altre nazioni dell’area euro. Ma la tendenza, se fosse confermata, sarebbe un segnale positivo. Leggi il seguito di questo post »





Sbarchi in Borsa ai tempi della crisi: solo la moda non perde

26 05 2012

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Gli occhi del grande pubblico si sono appena staccati da Facebook, e dal suo esordio a Wall Street. Adesso, forse, vale la pena di portarli sulle offerte pubbliche iniziali di Piazza Affari.

Gli sbarchi in Borsa di nuove società, in questi anni di crisi, sono ormai una rarità. Dal crac di Lehman Brothers del 15 settembre 2008, solo cinque aziende hanno esordito sulla piazza milanese. Questo a fronte di 27 nuove matricole solo nel 2007, e 146 dal 1995 al 2005. Nella prima metà del 2008 – quando già la crisi dei mutui subprime americani gettava la sua ombra sui mercati – sono state quattro le società che hanno tentato il grande salto. Poi il buio, per tutto il resto dell’anno.

Del resto, la situazione invita alla prudenza. Secondo uno studio del Sole 24 Ore, il 28 ottobre 2010 soltanto 15 delle 70 aziende sbarcate in borsa dopo il 2004 non erano scese al di sotto del valore di collocamento. E meno della metà avevano quantomeno battuto l’indice di riferimento.

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Ma quanto pesano 225 milioni di multa sui conti de L’Espresso?

25 05 2012

Il gruppo L’Espresso è stato condannato a pagare una multa da 225 milioni di euro, quasi tutti per plusvalenze realizzate e – sostiene Commissione Tributaria Regionale di Roma – non dichiarate.

Questo, a pochi mesi dalla sentenza che ha condannato la Fininvest ad un risarcimento di 560 milioni alla Cir – la holding di Carlo De Benedetti, il patron di Repubblica.

In pratica, l’ingegnere dovrebbe virtualmente girare allo stato metà dei soldi ricevuti da Berlusconi.

Ho creato questo grafico, basato sul bilancio 2011, per dare un’idea delle dimensioni della multa rispetto a quelle del gruppo L’Espresso, e dell’impatto che simili scossoni potrebbero avere sulla società.